6 gesti quotidiani per mantenere efficienti le articolazioni

L’esigenza di riprogrammare i centri che controllano postura e movimento è quasi quotidiana. Perché questa attività possa avvenire spontaneamente è necessario che le attività giornaliere contengano elementi in grado di mantenere questi centri “allenati” ai compiti da svolgere e in grado di minimizzare i rischi di caduta.

Non è, però, solo la quantità degli stimoli che conta, ma soprattutto la loro qualità: da essa dipende, infatti, il numero di segnali propriocettivi ed esterocettivi che possono far nascere.

Ma come mantenere attivo ed efficiente la nostra capacità di movimento?

Sarebbe importante che nel bagaglio delle attività motorie giornaliere venissero inseriti i seguenti movimenti:

Antony Gormley — Exposure (2016) — Lelystad, Paesi Bassi
  1. Accovacciarsi e mantenere la posizione per qualche minuto (assumere, abbandonare e riprendere la posizione tipica di alcune popolazioni o di quando si utilizzano i servizi igienici alla turca). Questo gesto permette di mantenere una buona mobilità dell’articolazione della caviglia. La perdita di mobilità di questa articolazione porta ad una progressiva regressione di tutte le capacità motorie antigravitarie;
  2. Sedersi e rialzarsi da un tappeto a terra senza aiutarsi con le mani;
  3. Raccogliere almeno 10 volte un piccolo oggetto da terra con una mano (alternando la sinistra e la destra), sia piegando le ginocchia sia mantenendo le ginocchia tese e inclinando in avanti il tronco;
  4. Sollevare da terra con due mani un oggetto di maggiori dimensioni e peso (piegando le ginocchia e mantenendo allineati sullo stesso piano la colonna vertebrale e l’osso sacro);
  5. Effettuare un percorso “a forma di 8” lungo almeno cinque metri, girando il più rapidamente possibile una volta a destra ed una a sinistra cercando di camminare ad una velocità superiore a quella abituale;
  6. Rimanere 20 secondi a occhi chiusi su un piede, alternando gli arti per almeno 3 volte, mantenendo le mani 10 centimetri al di sopra di un possibile piano di appoggio (ad esempio un tavolo), cercando di non appoggiarle, se non in caso di perdita dell’equilibrio.
Percorso a “forma di 8” da eseguire