Cos’è?
Il legamento crociato anteriore è un fascio di tessuto connettivo fibroso situato al centro del ginocchio che garantisce, insieme al legamento crociato posteriore (LCP), la stabilità nei movimenti di flesso-estensione e di rotazione dell’articolazione. Esso può essere sottoposto a forti sollecitazioni meccaniche soprattutto durante l’attività sportiva e può andare incontro a rottura.

Le cause della lesione del legamento crociato anteriore
Il meccanismo di lesione più frequente è il movimento involontario di valgo-rotazione-esterna mentre il piede è fisso al suolo. Gli sport in cui sono più frequenti questi meccanismi traumatici sono il calcio, lo sci e la pallacanestro.
Gli incidenti stradali sono la seconda causa di lesione del legamento.
L’entità e il tipo di lesione, parziale o totale, sono correlati all’intensità del trauma e ad esse spesso si associano lesioni delle altre strutture del ginocchio come la cartilagine, i menischi o i legamenti collaterali.
Diagnosi
Quando avviene una lesione del legamento crociato anteriore il paziente sente il ginocchio cedere e ha la sensazione che qualcosa si sia rotto all’interno del suo ginocchio oppure che qualcosa sia andato fuori posto. I sintomi principali sono il dolore, il gonfiore e la difficoltà a muovere l’articolazione. Solitamente dolore e gonfiore si risolvono entro 2 settimane circa dopo il riposo e l’utilizzo di ghiaccio e antinfiammatori mentre permane l’instabilità che impedisce la ripresa dell’attività sportiva. Per la diagnosi il medico procede ad un esame dell’articolazione e ad alcuni test specifici che consentono di valutare la lassità legamentosa del ginocchio.
Gli esami di imaging completano la valutazione clinica:
- Esame radiografico del ginocchio per valutare eventuali fratture o lesioni ossee associate
- Risonanza magnetica per la valutazione delle lesioni legamentose, meniscali e cartilaginee.

Opzioni terapeutiche
La scelta corretta del trattamento dipende dalla valutazione di fattori come l’età del paziente, la richiesta funzionale e lo stile di vita.
In presenza di una lesione del legamento crociato anteriore è possibile svolgere le normali attività di vita quotidiana evitando tuttavia di praticare attività sportive ed in modo particolare sport da contatto o che richiedono cambi direzionali durante il movimento come il calcio, lo sci, il basket e la pallavolo.
Una lesione totale non riparata espone l’articolazione al rischio di nuove distorsioni con lesioni ai menischi o alla cartilagine e all’insorgenza di un’artrosi precoce. Per questo, il trattamento chirurgico viene proposta a tutti i pazienti giovani.

Trattamento chirurgico
La chirurgia di riparazione del legamento crociato anteriore è una procedura usata molto frequentemente ed è finalizzata alla ricostruzione del legamento leso con un tessuto sostitutivo. Questo può essere un tendine prelevato dallo stesso paziente (innesto) o, più raramente, un tessuto prelevato da un donatore di organi (trapianto).
Nel caso di innesto il tessuto prelevato può essere la porzione centrale del tendine rotuleo (che connette la rotula con la tibia), i tendini della zampa d’oca (muscoli gracile e semitendinoso) oppure la porzione centrale del tendine quadricipitale.
L’intervento chirurgico è ormai eseguito di routine con tecnica artroscopia. La tecnica artroscopica è una procedura mini-invasiva, che può essere eseguita in anestesia locale.
La riabilitazione è fondamentale per ripristinare la piena funzionalità e mobilità del ginocchio. Il programma di riabilitazione varia a seconda della tecnica chirurgica e delle procedure utilizzate, ma pone sempre l’accento su:
- Ripristino della completa mobilità articolare
- Recupero della forza muscolare negli arti inferiori
- Ristabilire la massima stabilità nella posizione su una sola gamba attraverso il controllo propriocettivo
Il trattamento con il Metodo Riva
Una lesione del legamento crociato anteriore provoca un crollo del controllo propriocettivo e la conseguente comparsa di un elevato livello di instabilità in appoggio monopodalico. Ciò aumenta il rischio di distorsioni ricorrenti e di una precoce insorgenza di fenomeni artrosici.
I migliori risultati, sia che ci si orienti verso l’intervento chirurgico sia che si preferisca un approccio esclusivamente riabilitativo, si ottengono se si porta il paziente al massimo livello di stabilità funzionale compatibile con la lesione anatomica del LCA.
Un malinteso comune
Pensare che il recupero della stabilità funzionale del ginocchio si possa ottenere con il solo potenziamento della muscolatura della coscia e della gamba è un concetto del tutto superato. Le componenti stabilizzatrici e direzionali dei muscoli dell’arto inferiore devono infatti essere allenate secondo la loro specifica modalità di lavoro, cioè in modo riflesso.
L’utilizzo del sistema Delos per effettuare l’High-Frequency Proprioceptive Training (HPT) secondo il Riva Method è il più potente attivatore dei muscoli stabilizzatori dell’arto inferiore. I migliori risultati si ottengono facendo precedere l’intervento chirurgico da 8 sedute in 4 settimane di HPT, che viene poi ripreso e continuato dopo circa 3 settimane dall’atto operatorio. In tal modo il recupero non è solo più veloce ma è anche qualitativamente superiore. I migliori risultati dipendono dal fatto che l’arto inferiore è portato ad un livello di stabilità nettamente superiore già prima dell’intervento, riducendo così gli stress meccanici in fase riabilitativa post-chirurgica. Il paziente passa così dalla macro instabilità alla micro-instabilità che è un requisito fondamentale per favorire il processo biologico di trasformazione del tendine in legamento (legamentizzazione).
In questo modo, inoltre, il paziente può decidere consapevolmente se optare per l’intervento chirurgo o ritenere soddisfacente il livello di stabilità funzionale raggiunta.


